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Personaggi e loro attributi identificativi

Ecco qui sotto riportati i principali simboli od oggetti che, solitamente, identificano o rendono riconoscibili i personaggi che troviamo nelle opere di Palma.

E’ importante precisare che, l’eventuale ramo di palma presente nel dipinto, individua sempre qualcuno che ha subito il martirio e ha il significato di vittoria e trionfo.

Esso, quindi, non è tanto il simbolo di una morte violenta, come si è soliti ritenere oggi, ma bensì quello di una fede incrollabile e, in particolare, della vittoria sull’attaccamento alla vita terrena; nessuno, più di un martire, merita di ricevere e di mostrare orgoglioso tale premio.
Potete trovare una spiegazione più approfondita, nell’analisi del dipinto ‘Martirio di san Pietro da Verona’.

PersonaggioNotizie anagraficheAttributi identificativi
Adamo ed Eva, progenitoriPersonaggi del Vecchio Testamento e, precisamente, del libro della Genesi, dove vengono presentati come i primi esseri umani e che, venendo meno alla promessa fatta a Dio, di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male (peccato originale), saranno scacciati dall’Eden e causa della loro mortalità.Di solito gli artisti li dipingono insieme e nudi, quando, tentati da Satana sotto forma di serpente, hanno appena mangiato la mela e, rendendosi così conto della propria nudità, si preoccupano di coprire le pudenda.
Alberto, beatoNato a Villa d’Ogna (BG) nel 1214 e morto a Cremona nel 1279 è stato un contadino che, a causa della sua estrema generosità verso i più poveri, fu indotto ad abbandonare la moglie ed il proprio paese; entrato a far parte del Terz'Ordine dei Domenicani, si è dedicato senza posa alle opere di misericordia. Lo vediamo solitamente con l’abito dei domenicani (composto da tonaca bianca e cappa di lana scura, che richiama la povertà e lo spirito di penitenza dell'ordine), o con abiti umili, cuffia e bordone.
Ambrogio, santoNato nella città tedesca di Augusta Treverorum (oggi Treviri) nel 339-340 e morto a Milano nel 397, è stato una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo, oltreché vescovo di Milano; è annoverato tra i quattro dottori della Chiesa d'Occidente.Generalmente lo troviamo con il flagello (in quanto fustigatore sia delle eresie che del peccato), il bastone pastorale e la mitria (in quanto vescovo di Milano) e un libro (ad indicare la sapienza riguardo la Parola di Dio).
Anna, santaMadre della Vergine Maria e sposata con Gioacchino; di lei si narra solo nei vangeli apocrifi. E’ venerata come patrona delle partorienti.E’ raffigurata quasi sempre accanto a Maria e Gesù Bambino ed è rappresentata come una donna anziana, con un velo bianco ed il mantello verde, a simboleggiare la speranza.
Antonio, abate e santoNato in Egitto a Qumans, nel 251, e morto nel deserto della Tebaide nel 356; è considerato il fondatore del monachesimo cristiano ed il primo degli abati, vale a dire persone che, sotto la guida di un padre spirituale (abbà), consacrano la loro vita al servizio di Dio.Nei dipinti lo possiamo veder accostato ad un maialino (spesso con un campanello, simbolo di protezione e vittoria sulle tentazioni); col bastone a forma di "T" (Tau: richiamo alla croce e alla stampella); con nelle mani delle fiamme (a protezione dalla lussuria e dal "fuoco di Sant'Antonio") e con un libro (la sua sapienza); spesso è raffigurato come eremita nel deserto.
Antonio da Padova, santoNato a Lisbona, nel 1195, da una famiglia nobile, e morto a Padova nel 1231; a 15 anni entra nell’Ordine degli Agostiniani, per poi, a 25 anni, diventare francescano e farsi chiamare Antonio, da Ferdinando qual era. E’ stato un valente predicatore e teologo e dichiarato, nel 1946, Dottore della Chiesa.Viene solitamente raffigurato giovane, con il saio, mentre tiene in mano un giglio bianco (simbolo di purezza) o un libro (simbolo della sua sapienza teologica); a volte lo vediamo tenere in braccio pure Gesù Bambino.
Apollonia, santaDonna anziana e nubile, di cui non si conosce la data di nascita, morì ad Alessandria d’Egitto, nel 249 circa, come martire. Catturata con altri cristiani, fu percossa e gli furono estirpati tutti i denti, pur di convincerla a bestemmiare o abiurare la sua fede; vista la sua resistenza, fu preparato un rogo per bruciarla viva, entro cui si gettò lei stessa, temendo di subire ulteriori supplizi.E’ raffigurata, di solito, come una giovane che tiene in mano una tenaglia che stringe un dente (a ricordo di quanto fattole dai suoi aguzzini).
Augusta, santaNata a Serravalle, oggi quartiere di Vittorio Veneto (TV), nel 410 e ivi morta nel 425, secondo la tradizione sarebbe stata martirizzata, a soli 15 anni, dal padre pagano e capitano visigoto al servizio di Alarico. Secondo quanto tramandato, fu dapprima arrestata e gettata in carcere; dopodiché, visto il rifiuto ad abiurare la sua fede, venne torturata, legata a una ruota, sottoposta al fuoco e infine decapitata.E’ raffigurata con i simboli del suo martirio: una ruota dentata per la tortura, la spada (con cui fu decapitata), il fuoco (spento miracolosamente) e la luce divina (che interviene durante il suo martirio).
Barbara, santaNata a Nicomedia, in Anatolia, nel 273, e morta a Scandriglia (RI) nel 290, martirizzata dal padre, collaboratore dell’imperatore romano Erculeo. Dopo essere stata rinchiusa in una torre e subito per due giorni numerose torture, per non aver ripudiato la fede cristiana, infine venne decapitata.Nei dipinti troviamo la torre (dove fu rinchiusa, per essersi convertita alla fede cristiana), la spada (in quanto decapitata), una torcia o dei cannoni (in quanto protettrice dal fuoco e dai fulmini, poiché, dopo l’esecuzione, il padre morì subito fulminato); è spesso raffigurata riccamente vestita e, talvolta, con un pavone (come segno di immortalità).
Benedetto, santoNato nel 480 a Norcia (PG) e morto a Montecassino nel 547, è considerato il padre del monachesimo occidentale ed è compatrono dell’Europa. Dopo aver abbandonato gli studi, visse per un po’ di tempo, come eremita, in una caverna; dopodiché essendo sempre più numerosi i suoi discepoli, arrivò a fondare 14 monasteri e, infine, a dettare la sua Regola, riassunta nel motto: “ora et labora”, vale a dire “prega e lavora”.Lo possiamo trovare col pastorale (simbolo di autorità monastica), il libro aperto (a ricordo della sua Regola) e la croce; a volte troviamo un agnello (come segno di mitezza) e una torcia accesa (potenza contro il fuoco). Generalmente è raffigurato con una barba lunga e bianca, vestito col suo abito monastico e col capo coperto da un cappuccio.
Bernardino da Siena, santoNato nel 1380 a Massa Marittima (GR) e morto ad Aquila nel 1444, a 22 anni entrò nell’Ordine francescano dei Frati Minori. Fu un indomito predicatore e devoto al santo nome di Gesù, tanto che faceva incidere il monogramma IHS su tavolette di legno che, al termine delle prediche, faceva baciare ai fedeli.Un disco con su il monogramma di Gesù Cristo: IHS, tre mitre (simbolo della sua rinuncia a cariche vescovili), un libro e un pastorale; è raffigurato come un monaco predicatore e vestito con il saio da francescano.
Bernardo, santoNato nel 1090 a Fontaine-les-Dijon e morto a Clairvaux nel 1153, è stato un monaco cistercense francese, fondatore di molti monasteri e dichiarato Dottore della Chiesa.I suoi simboli caratteristici sono: il saio bianco cistercense, il libro (per la sua erudizione), e le scene della Madonna che lo allatta (Lactatio Bernardi), dove il latte simboleggia la sapienza e l'eloquenza ricevute dalla Vergine; a volte lo vediamo con il pastorale e la mitra, indicanti il suo ruolo di abate.
Brigida di Svezia, santaNata nel 1303 a Finsta, in Svezia, e morta a Roma nel 1373. Sposata e madre di 8 figli, col marito divenne terziaria francescana e fondò un piccolo ospedale. Alla morte del congiunto si trasferì a Roma, dove si prese cura dei più poveri.
Si è impegnata molto per far tornare il Papa a Roma, da Avignone, e a favore della pace, per porre fine alla Guerra dei Cent’anni. Nel 1999 è stata dichiarata compatrona d’Europa.
I principali simboli identificativi sono: il libro/pergamena (ad indicare le Rivelazioni in cui la santa scrisse le sue visioni), la corona (con cui la Vergine, in visione, la incorona), una candela accesa, il giglio ed il bastone da pellegrina; è raffigurata spesso in abiti religiosi.
Cananea, donnaPersonaggio che troviamo nei Vangeli di Matteo e Marco, a cui Gesù guarisce la figlia, a seguito delle sue insistenze e mosso a compassione per la sua fede.E’ raffigurata mentre, a volte in presenza di molte persone, chiede il miracolo a Gesù; possiamo trovare pure un cagnolino, per ricordare le parole proferitegli da Gesù.
Caterina d’ Alessandria, santaNata ad Alessandria d’Egitto intorno al 287 e ivi morta nel 305. In quell’anno, il nuovo governatore dell’Egitto e della Siria Massimino Daia vuole che tutti facciano sacrifici agli dei pagani e, di fronte al rifiuto della ragazza, convoca un gruppo di intellettuali perché la convincano a venerare gli dèi, ma è invece Caterina che convince loro a farsi cristiani. Daia li fa uccidere tutti e le propone di sposarlo; di fronte all’ennesimo rifiuto la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo. Un miracolo salva la
giovane, che poi viene allora decapitata.
La ruota dentata (strumento del martirio), un libro (cultura ed eloquenza) e, a volte, una spada (decapitazione); spesso raffigurata come una principessa vestita riccamente e con una corona in testa (come segno di nobiltà).
Caterina da Siena, santaNata a Siena nel 1347 e morta a Roma nel 1380. A 16 anni ricevette l’abito del Terz’ordine domenicano dedicandosi alla preghiera e alla penitenza; a venti anni impara a leggere ed ha inizio la sua attività caritativa a favore dei poveri, dei malati e dei carcerati. Il suo misticismo e la sua profonda spiritualità la rende ben presto famosa, tanto da diventare protagonista di un’intensa attività di consiglio spirituale nei confronti di ogni categoria di persone, compreso il Papa Gregorio XI. Oggi è celebrata, assieme a Francesco d’Assisi, come Patrona d’Italia.Viene raffigurata spesso con il giglio bianco in mano, che rappresenta la sua purezza, e con un libro e una penna, che ricordano i suoi scritti; di solito con il suo abito domenicano e, talvolta, con una corona di spine sul capo o una croce in mano.
Celestino, eremita e papaNato ad Isernia intorno al 1215 col nome di Pietro Angeleri e morto a Fumone (FR) nel 1296. Sacerdote ed eremita, a 79 anni viene eletto Papa col nome di Celestino V, ma nemmeno 4 mesi dopo si dimette per poter tornare alla sua vita eremitica.Iconograficamente è ritratto con la tiara papale, il libro, il bastone pastorale, o mentre restituisce le insegne papali; talvolta, invece, come eremita in abito monastico in un ambiente montagnoso.
Costantino, imperatoreNasce a Naisso, oggi Niš, in Serbia, nel 280 circa e muore a Nicomedia, in Anatolia, nel 337. Divenuto Augusto d’occidente nel 312, emana, nell’anno successivo, un editto che considera lecita la religione cristiana; diventerà unico imperatore nell’anno 324, sconfiggendo il rivale Licinio.Iconograficamente è ritratto con la corona di re o con il diadema imperiale; a volte è raffigurato con un labaro recante la croce, simbolo del sogno (In hoc signo vinces) che precedette la sua vittoria su Massenzio.
Cristina di Bolsena, santaNata nella località etrusca di Tiro, nel terzo secolo, e morta a Bolsena all’inizio del 4° secolo, la sua vita risulta alquanto romanzata. Figlia di un governatore romano che la fece torturare per essersi convertita al cristianesimo, subì numerosi tormenti prima di subire il martirio.Gli elementi principali della sua iconografia sono: una ruota, delle frecce, una macina da mulino (per la sua immersione nel lago) ed una fornace, tutti simboli del suo martirio.
Cupido, dio paganoE’ il dio latino dell’amore (corrispondente al greco Eros), il cui termine vuol dire intenso desiderio e bramosia; figlio di Venere, è descritto col compito primario di suscitare la passione amorosa negli uomini e negli stessi dei, tramite lo scoccare di una freccia e la susseguente ferita. Nella mitologia era considerato capace di ogni atto, anche deplorevole; per questo motivo non era molto benvoluto.Elementi identificativi sono: l’arco e la faretra con frecce, di cui, a volte, una in mano al dio o alla persona a cui è stata indirizzata; è raffigurato, di solito, come un fanciullo munito di ali e, a volte, lo troviamo bendato, a significare quanto l’amore sia cieco e irrazionale.

Domenico, santoNato nella cittadina catalana di Caleruega nel 1170 e morto a Bologna nel 1221. Sacerdote, fondò l’ordine dei Frati Predicatori, basato su una predicazione itinerante, sul vivere di elemosina e sullo studio approfondito.I simboli che lo caratterizzano sono: una stella in fronte (secondo quanto vide la madre al momento del battesimo, ad indicare la predestinazione e la sua opera di guida spirituale), un cane (simbolo dell’ordine domenicano), il giglio (simbolo di purezza) e un libro (ad indicare la predicazione e lo studio).
Dorotea, santaNata sul finire del terzo secolo, in una località ignota della Cappadocia, e morta a Cesarea Mazaca nel 311; venne decapitata per non aver voluto fare sacrifici agli dei e abiurare la sua fede cristiana. E’ la santa patrona dei giardinieri.Il suo simbolo iconografico è un cesto di frutta e fiori (a ricordo del miracolo che fece prima di essere giustiziata) e, talvolta, una spada (a ricordo del suo martirio).
Elena, santaNata nel 249 a Drepamin, in Bitinia (Turchia), e morta nel 329 in un luogo incerto, ma tumulata a Roma; moglie dell’imperatore romano Costanzo Cloro e madre dell’imperatore Costantino I. Per la sua ricerca dei luoghi della vita di Gesù, tra cui si dice il ritrovamento della croce su cui fu crocifisso Gesù, è stata proclamata patrona degli archeologi.Per quanto scritto sopra, i suoi simboli iconografico sono una croce e i chiodi (a simboleggiare i loro ritrovamento), il diadema e le vesti regali (che richiamano il suo status imperiale).
Elisabetta, santaNata e morta a El Kahil in date imprecisate, parente della Vergine Maria, moglie del sacerdote ebreo Zaccaria, madre di Giovanni il Battista e citata, nel Vangelo di Luca, quando, incinta di 6 mesi, ricevette la visita della cugina.Solitamente viene raffigurata nel suo incontro con Maria come una donna anziana e velata, spesso con la presenza del marito.
Eugenio IV, papaNato a Venezia col nome di Gabriele Condulmer, nel 1383, e morto a Roma nel 1447. Fu duro nella sua avversione all’eresia e lavorò alla riforma degli ordini monastici; si mostrò attento alla condizione dei poveri e fu contrario allo schiavismo praticato dagli spagnoli sulla popolazione delle Isole Canarie, tanto da emettere, nel 1435, una bolla al riguardo.Nella pala di Palma è’ raffigurato vestito da Papa, con la tiara.
Filippo, apostolo e santoNato a Betsaida e morto crocifisso a Ierapoli, città antica del sud-ovest dell’Anatolia, fu uno dei dodici apostoli, citato in più passi del Vangelo, e scelse l’Asia Minore per la sua predicazione.I simboli principali sono: la croce, spesso lunga o a forma di tau, che sorregge o a cui è legato (simbolo del martirio); il libro (a ricordo dell’evangelizzazione) e, a volte, un drago o un idolo (in riferimento alla sua missione in Scizia). E’ spesso mostrato con barba e capelli castani, vestito con una tunica ed un mantello.
Francesco, santoNato ad Assisi intorno al 1182 e ivi morto nel 1226, è uno dei santi più conosciuti e venerati, oltreché fondatore dell’Ordine Francescano; ricordato per la sua scelta radicale della povertà, si dedicò alla predicazione, vivendo periodi più o meno lunghi da eremita. Oggi è celebrato, assieme a Caterina da Siena, come Patrono d’Italia.E’ per lo più raffigurato con le stimmate (che ricevette il 17 settembre 1224 sul monte della Verna), il libro (ad indicare il Vangelo o la Regola francescana) e, a volte, il crocifisso (a richiamare quello della chiesa di san Damiano, oltreché la Passione di Gesù) e un teschio (a simboleggiare la caducità della vita terrena); di solito presenta la tonsura (propria dei monaci) e il saio bruno o grigio legato con una corda a tre nodi (a significare: povertà, castità e obbedienza).
Gabriele, arcangelo e santoE’ uno dei soli tre Arcangeli citati nella Bibbia ed è colui che porta i messaggi di Dio; è venerato pure dai musulmani. Nel Vecchio Testamento lo troviamo che appare al profeta Daniele, mentre nel Nuovo Testamento si racconta la sua apparizione a Zaccaria, per preannunciargli la nascita di Giovanni il Battista e, soprattutto, è ricordato per l’Annunciazione alla Vergine Maria.Lo troviamo, generalmente, nella raffigurazione di quest’ultimo episodio; solitamente, con l’indice di una mano, indica alla Vergine chi l’ha mandato, vale a dire Dio, e con l’altra tiene in mano un giglio, ad indicare la purezza e la castità di Maria.
Gesù, Dio per i cristiani e profeta per alcune altre religioni Nato a Betlemme, in Palestina, tra il 6 e il 5 a.C. e morto a Gerusalemme intorno all’anno 30. Le fonti storiche che lo citano, non sono solo i 4 Vangeli canonici ed altri testi del Nuovo Testamento, ma pure alcune opere di autori non cristiani quali Tacito e Flavio Giuseppe. Da Lui ha origine e si diffonde il cristianesimo, che Lo ritiene il Dio incarnato.Nei dipinti lo vediamo sia nella veste di Bambino (solitamente in braccio alla Madre), che in quella di adulto (quando vengono raffigurati gli eventi più importanti della sua vita pubblica: miracoli vari, Passione, Crocifissione, Resurrezione, Ascensione, ecc.).
Giacobbe, personaggio del Vecchio Testamento e santoPersonaggio biblico, figlio di Isacco e uno delle figure più rilevanti dell’Ebraismo visto che, dalla sua discendenza, hanno origine le dodici tribù d’Israele. Dalla Chiesa Cattolica è considerato santo.Solitamente è raffigurato nel momento dell’incontro con la cugina Rachele, di cui si innamorò, ma che riuscirà a sposare solo dopo aver trascorso14 anni al servizio dello zio Labano.
Giacomo il maggiore, apostolo e santoNato in un anno imprecisato, in una località sul lago di Galilea, e morto decapitato, nell’anno 44, in Giudea, oltre ad essere il primo apostolo martire, è pure uno dei più citati nei Vangeli e di quelli che vissero più a stretto contatto con Gesù (vedi la presenza alla resurrezione della figlia di Giairo, alla Trasfigurazione e all’agonia nell’Orto degli ulivi). Patrono della Spagna, la grandissima devozione nei suoi confronti è dimostrata dal pellegrinaggio a Santiago de Compostela, luogo in cui furono trovate le sue spoglie, che vede ogni anno l’afflusso di centinaia di migliaia di persone.I principali attributi iconografici sono legati al pellegrinaggio: il bastone del pellegrino (bordone), il mantello, il cappello a falde larghe, la bisaccia e la conchiglia (capasanta); a volte lo troviamo pure con un libro e una spada (a ricordo del suo martirio). E’ spesso ritratto come un uomo maturo con barba.
Giorgio, santoNato intorno al 280, in Cappadocia (Turchia), e morto decapitato nel 303, a Lidda (oggi città vicina a Tel Aviv); essendo un soldato arruolato nell’esercito romano, divenne ben presto considerato il protettore di tutti i combattenti ed il suo culto si radicò soprattutto in Inghilterra. L’episodio leggendario dell’uccisione del drago, risale al periodo delle crociate quando, nella vittoria su di esso, si voleva intendere quella sull’Islam e, in senso lato, sul paganesimo e sul male.I particolari principali che lo rendono riconoscibile sono: il drago ucciso, l’armatura (in quanto soldato), la lancia o la spada e lo stendardo bianco su cui campeggia una croce rossa; spesso è dipinto a cavallo.
Giovanni, apostolo e santoNato in una località sul lago di Galilea, in un anno imprecisato, e morto ad Efeso intorno all’anno 104, è fratello di Giacomo il Maggiore ed è l’unico apostolo non morto martire. Come quest’ultimo faceva parte della cerchia degli apostoli che hanno accompagnato Gesù nelle occasioni più importanti (resurrezione della figlia di Giairo, Trasfigurazione sul Monte Tabor, durante l’agonia nel Getsemani e lo troviamo presente anche ai piedi della croce). Si ritiene che sia l’autore del 4° Vangelo e dell’Apocalisse.I particolari distintivi che lo contraddistinguono sono: l'Aquila (simbolo della sua visione spirituale e dell'Apocalisse), il libro e la penna (per i suoi scritti); in alcuni casi troviamo il calice con il serpente (dal racconto apocrifo del veleno); è solitamente raffigurato come un giovane imberbe.
Giovanni il Battista o Giovannino, santoNato nel 6 a.C. ad Ain Karem, piccola località a circa 8 Km dalla Gerusalemme antica, e morto a Macheronte (sulle pendici del Mar Morto, in Giordania) negli anni tra il 27 e il 28, fatto decapitare da Erode Antipa. E’ l’unico dei santi di cui si celebra sia la data di nascita che di morte; è considerato il Precursore di Gesù, vivendo nel deserto cibandosi di miele selvatico e locuste, predicando la conversione e praticando un battesimo di purificazione.Lo possiamo trovare sia nella veste di bambino che di adulto. Nella prima veste lo troviamo a stretto contatto con Gesù Bambino; nella seconda è riconoscibile in quanto: vestito di pelli, con in mano una croce (a preannunciare la morte di Gesù) e la presenza, spesso, proprio di un agnello (a simboleggiarLo come vittima sacrificale e innocente e nel Suo ruolo di Redentore); a volte, in mano a Giovanni, c’è un cartiglio con su scritto "Ecce Agnus Dei".
Girolamo, santoNato a Stridone, piccolo villaggio situato in Dalmazia e oggi non più esistente, intorno al 347, e morto a Betlemme nel 420 ca. Ha vissuto parte della sua vita come un asceta, ma è pure considerato uno dei Dottori della Chiesa, per i suoi studi approfonditi e la traduzione, dai testi originali, del Vecchio e del Nuovo Testamento.Nella versione ascetica, solitamente lo vediamo seminudo, mentre si batte il petto con in mano un sasso, davanti ad un crocifisso; non è raro trovare pure la presenza, nelle vicinanze, di un leone ammansito (simbolo delle passioni domate) e di un teschio (a rappresentare la vanità e la finitezza della vita terrena). Nel secondo caso egli è vestito di rosso, con l’abito ed il cappello da cardinale; spesso c’è la presenza di uno o più libri.
Giuditta, personaggio del Vecchio TestamentoPersonaggio a cui è dedicato un libro della Bibbia ed eroina del popolo ebraico, in quanto libera la sua città dall’assedio dell’esercito assiro; in realtà la sua storicità è alquanto dubbia.Nei dipinti, solitamente la vediamo mentre sta tagliando la testa al generale assiro Oleoferne, o con in mano già la testa mozzata, come raccontato nel testo biblico.
Giuseppe, santo Non conosciamo né la data di nascita, né quella di morte, ma sappiamo, dal racconto dei Vangeli, che era il padre putativo di Gesù e lo sposo di Maria; di professione faceva il falegname ed il carpentiere. Malgrado il suo ruolo fondamentale, si hanno pochissime notizie su di lui; questo fa supporre che egli fosse già morto, quando Gesù iniziò la sua vita pubblica e che nessun apostolo ed evangelista lo potette conoscere.Viene di solito raffigurato come un anziano, con vesti modeste ed un mantello, che tiene in mano un bastone fiorito (secondo il miracolo citato dai vangeli apocrifi). A volte lo troviamo con gli attrezzi da lavoro: sega, squadra, martello, ecc.; altri oggetti sono: il libro o un rotolo (simbolo della sua saggezza e del suo ruolo di educatore di Gesù) e il giglio bianco (simbolo di purezza). Possiamo pure trovarlo davanti al Sacerdote, nel suo Sposalizio con Maria.
Giustina, santaAppartenente ad una famiglia di Padova, non conosciamo la sua data di nascita, mentre quella di morte è il 304, uccisa durante la persecuzione di Diocleziano, per non aver abiurato la fede cristiana.I principali oggetti identificativi sono: il pugnale conficcato nel petto (simbolo del martirio violento), un libro (a rappresentare la sua fede e saggezza) e, talvolta, l’unicorno (simbolo di purezza virginale); solitamente è vestita con abiti regali e indossa un diadema (ad indicare la sua nobiltà).
Giustiniani Lorenzo, beatoNato nel 1381 col nome di Giovanni e morto nel 1456 a Venezia. Nel 1404, assieme ad altri confratelli, fondò la Congregazione dei canonici secolari (detta anche dei celestini) ispirata ad un ideale di vita comunitaria, umile e povera; divenuto sacerdote nel 1405 e uomo di grandissima spiritualità, fu amato dalla gente anche per le sue opere di carità e per l'assistenza ai carcerati. Nel 1451 fu eletto primo patriarca di Venezia.Nei dipinti lo vediamo solitamente vestito con la tonaca bianca e col berretto della sua congregazione e col viso scavato (a simbolo delle sue penitenze); a volte sono presenti, ma in disparte, il pastorale vescovile e la mitria (a ricordo del suo ruolo di primo Patriarca di Venezia).
Gregorio I detto Magno, papa e santoNato a Roma nel 540 circa e ivi morto nel 604. Pochi anni dopo gli studi in diritto, dona tutti i suoi averi ai poveri e si ritira in un monastero, dedicandosi alla preghiera e allo studio della Sacra Scrittura. Da papa, tra le molte cose riforma la messa, promuove il canto liturgico (da cui gregoriano) e produce parecchie opere scritte (basti pensare alle 854 lettere raccolte in 14 libri). E’ uno dei 4 Dottori della Chiesa occidentale ed è stato il primo a sostenere che, le immagini sacre (dipinti) erano la Bibbia degli analfabeti e quindi da promuovere.E’ tradizionalmente raffigurato nella sua veste di pontefice, con i paramenti sacri, la tiara e la croce astile.
Lazzaro, santoPersonaggio che troviamo nel Vangelo di Giovanni e noto per essere stato resuscitato da Gesù, di cui era amico, dopo quattro giorni dalla sua morte.Di solito è raffigurato mentre viene risuscitato da Gesù, con la presenza di molti astanti, tra cui le sorelle Maria e Marta.
Lucia, santaNata in una famiglia benestante intorno al 283 e morta nel 304 a Siracusa, uccisa durante la persecuzione dei cristiani da parte di Diocleziano, dopo atroci torture. Da ricca qual era si fece povera, e per circa tre anni si dedicò senza interruzione alle opere di misericordia d’ogni genere, a vantaggio dei poveri, degli orfani, delle vedove, degli infermi e dei ministri della Chiesa.E’ riconoscibile da: un piatto con su gli occhi (poiché, secondo la tradizione, gli vennero enucleati), la spada/pugnale (con cui venne trafitta e martirizzata), una lampada/lucerna (simbolo di luce spirituale) e, a volte, un giglio (come simbolo di verginità).
LucreziaNobildonna romana, vissuta intorno al 600 a.C. e moglie di Lucio Tarquinio Collatino, che, dopo aver subito violenza carnale da un figlio del re Tarquinio il Superbo, per sottrarsi alla vergogna decise di suicidarsi.
In seguito alla sua morte, i romani insorsero e obbligarono il re etrusco ad andare in esilio; a Roma terminò così la monarchia ed ebbe inizio la repubblica. La sua storicità è documentata sia da Tito Livio che, precedentemente, da Ovidio.
E’ raffigurata, di solito, come una giovane donna, con un pugnale in mano, prima di infierire su sé stessa; nel Rinascimento era proposta come simbolo di fedeltà coniugale e di virtù.
Marco, evangelista e santoNato probabilmente a Cirene (Libia) intorno all’anno 20 e morto martirizzato, intorno all’anno 72, ad Alessandria d’Egitto; è conosciuto per quanto raccontato negli ‘Atti degli Apostoli’ e nelle lettere di Pietro e Paolo, che egli accompagnò, soprattutto il secondo, nella loro predicazione. Si ritiene sia l’autore del 2° Vangelo.Lo riconosciamo perché accompagnato, quasi sempre, da un leone alato (secondo la visione di Ezechiele e nell’Apocalisse Marco è abbinato ad un leone; inoltre, secondo la leggenda, Marco sarebbe stato accolto naufrago, nel lido di Venezia, da un angelo con le sembianze di un leone alato) e, spesso, con in mano un libro aperto (ad indicare il suo Vangelo).
Maria, Vergine e MadreNata probabilmente a Nazareth, intorno al 21/22 a.C. e morta a Gerusalemme tra il 41 ed il 48; madre di Gesù, figura centrale del cristianesimo, che la ritiene assunta in Cielo sia con l’anima che col corpo, e modello di fede per la sua accettazione dell’Incarnazione. E’ citata, in più occasioni, nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli. Anche il Corano gli dedica una sura, vale a dire una delle 114 ripartizioni del Libro.E’ raffigurata, solitamente, assieme a Gesù Bambino, che per lo più tiene in braccio, o negli eventi della Nascita e della Passione (ai piedi della croce o con il Figlio morto tra le braccia o accanto Lui); la possiamo trovare, infine, davanti al Sacerdote, nel momento del suo Sposalizio con Giuseppe. Di solito porta una veste rossa o rosa (a rappresentare la sua umanità) e un mantello blu o azzurro (a simboleggiare la sua purezza e ascesa al Cielo).
Maria Maddalena, santaPersonaggio citato nei Vangeli che, secondo la ‘Legenda aurea’, sarebbe morta in Francia; discepola di Gesù e prima testimone oculare e annunciatrice della sua Resurrezione. E’ considerata l’emblema della donna peccatrice e redenta; questo perché, per molti secoli, si è ritenuto che identificasse tre donne, in realtà distinte tra loro.Quando la vediamo assieme ad altri santi, la troviamo con il vaso di unguenti (a richiamare la Resurrezione); invece, quando è raffigurata da sola, troviamo: il teschio (segno di penitenza e di meditazione sulla morte), la croce (segno di fede e redenzione) e, a volte, il libro; la vediamo spesso con i capelli sciolti e, a volte, discinta (in quanto peccatrice). La possiamo pure vedere ai piedi della croce o con Gesù davanti al sepolcro (a ricordo del “Noli me tangere”).
Marte, dio paganoE’ il dio latino della guerra (corrispondente al greco Ares) e, dai romani, considerato il padre di Romolo e Remo, generati dall’unione del dio con la vestale Rea Silvia, che pagò con la vita tale maternità.Nel campo artistico lo vediamo soprattutto nelle raffigurazioni del suo approccio amoroso con Venere, oppure nella sua veste di guerriero.

Matteo, evangelista e santoNato a Cafarnao intorno all’anno 4/2 a.C. e morto martirizzato, nell’anno 72/74, in Etiopia, è considerato l’autore del 1° Vangelo. Dai Vangeli sappiamo che, prima di diventare uno dei 12 apostoli di Gesù, era un pubblicano e che, per questo motivo, era disprezzato dal popolo, poiché riscuoteva le tasse per conto di Roma; così come, la tradizione narra che fu ucciso, trafitto a colpi di spada, mentre celebrava la messa.E’ raffigurato assieme ad un Angelo/Uomo Alato, che lo ispira nella scrittura del Vangelo (secondo la descrizione dei "Quattro Esseri Viventi" dell'Apocalisse) e, sebbene meno comune, la spada (strumento del suo martirio); nella veste di esattore vediamo una borsa di monete e, in quanto evangelista, lo possiamo trovare con un libro in mano. Di solito è raffigurato come un uomo anziano e barbuto.
Michele, arcangelo e santoLo si trova citato, non solo nella Bibbia (nel ‘Libro di Daniele’ e nel ‘capitolo XII dell’Apocalisse’), ma pure nel Corano. Tre sono gli Arcangeli menzionati nel testo biblico: Raffaele che è il soccorritore, Gabriele l’annunciatore, mentre Michele è colui che combatte e sconfigge Satana.In quanto a capo delle milizie celesti, è raffigurato come un angelo guerriero, con un’armatura scintillante, la spada o la lancia e, a volte, lo scudo (per sconfiggere il demonio, spesso sotto le spoglie di un drago); un altro simbolo è la bilancia (per pesare le anime nel Giudizio Universale).
Nicola, santoNato a Patara, nel 260 circa, e morto intorno al 335 a Myra, di cui fu vescovo, entrambe cittadine turche. La tradizione gli attribuisce un’attenzione particolare nei confronti dei bisognosi, dei deboli e di chi subisce ingiustizie. E’ uno dei santi più venerati in tutto il mondo, sia in occidente che in oriente, e pure nei paesi protestanti.Viene riconosciuto per le vesti e il bastone pastorale (in quanto vescovo) e, a volte, per la presenza di tre sacchetti di monete o tre palle d’oro (a ricordo di quando era ancora giovane, della sua donazione, affinché tre ragazze, che non potevano sposarsi a causa della loro estrema povertà, non seguissero i suggerimenti del loro padre, che le consigliava di prostituirsi).
Orsola, santa Nata nel Regno Unito nel corso del IV secolo e morta a Colonia, nel 383, martirizzata assieme ad altre undici compagne, uccise da frecce. Si racconta che fosse figlia di un re bretone, ma molte sono le leggende create su di lei.Solitamente è raffigurata in con una corona (a volte tenuta da angeli) e in abito regale (ad indicare le sue origini); una freccia (tenuta in mano o conficcata nel petto, ad indicare come ha subito il martirio); le 11 vergini e, a volte, il mantello (sotto cui cerca di proteggere le compagne); un vessillo bianco (con una croce rossa) e, infine, una barca (in riferimento al pellegrinaggio fatto a Roma e il ritorno a Colonia).
Paolo, santoNato tra il 5 e il 10 a Tarso, in Cilicia (oggi regione turca), e morto a Roma decapitato, in quanto cittadino romano, probabilmente nell’anno 67. E’ definito l’Apostolo delle Genti per la sua intensa e diffusa attività di evangelizzatore, da persecutore dei cristiani qual era. Di lui sono giunte a noi molte lettere, scritte in greco, indirizzate alle varie comunità convertite.I simboli distintivi sono: la spada (ad indicare il modo in cui ha subito il martirio), il libro/rotolo (a simboleggiare le sue lettere e la sua evangelizzazione), una cesta (a ricordo della sua fuga da Damasco) e, talvolta, le catene (per ricordare la sua prigionia); quando si raffigura la sua conversione, è presente pure un cavallo. Di solito lo si vede calvo e vestito di tunica e pallio.
Pietro, apostolo e santoNato a Betsaida, col nome di Simone, e morto a Roma crocifisso, in quanto non cittadino romano, probabilmente nell’anno 67, lo stesso giorno di Paolo. Fu Gesù a dargli il nome di Pietro e a porlo a capo degli apostoli e della nascente Chiesa, di cui è è ritenuto essere il primo Papa. Citato ampiamente nei Vangeli e negli ‘Atti degli Apostoli’, di lui sono giunte a noi due lettere, inserite nel Nuovo Testamento.I simboli principali sono: due chiavi (a memoria dell’autorità conferitagli da Gesù), il gallo (a ricordo del suo triplice rinnegamento), le catene (simbolo della sua prigionia), una barca/reti da pesca (per la sua professione), una croce, di solito rovesciata (simbolo del suo martirio), e talvolta un libro (ad indicare le Sacre Scritture e i suoi scritti). E’ raffigurato come un uomo anziano, con barba bianca e capelli più o meno radi e vestito di tunica e pallio.
Pietro da Verona, santoNato a Verona nel 1205 circa e morto a Seveso (boschi della Barlassina) nel 1252, Pietro Rosini era un monaco benedettino che venne ucciso a colpi di falcastro, assieme ad un confratello, da due sicari in un agguato; meno di un anno dopo, veniva canonizzato. La sua morte la si fa risalire alla sua supposta attività di inquisitore contro gli eretici catari; sicuramente, però, per più di 20 anni egli fu un eccellente predicatore.Nelle scene del martirio, è per lo più raffigurato con l’abito bianco e nero dei domenicani, con un coltello conficcato nel petto e una roncola nella testa, mentre scrive per terra il Credo con il suo sangue e il confratello sta cercando di fuggire; negli altri casi lo troviamo spesso con un libro in mano (come segno delle Sacre Scritture da lui difese).
Placido, santoNato a Roma nel 515 circa e morto a Messina nel 541; figlio di un nobile patrizio romano, fu un monaco e discepolo di Benedetto da Norcia.Lo vediamo, di solito, con l’aspetto giovanile e vestito con l’abito benedettino, assieme a san Benedetto; lo possiamo trovare, a volte, con una croce o con un libro.

Rachele, personaggio del Vecchio Testamento e santaNella Bibbia è citata come moglie di Giacobbe; morì dando alla luce il suo secondo figlio Beniamino, nei pressi di Betlemme. Oltre che dai cristiani, è venerata da ebrei e musulmani.Solitamente la troviamo nel suo incontro al pozzo, dove era andata per far abbeverare il suo bestiame, con il cugino Giacobbe, che sposerà dopo 14 anni.
Raffaele, arcangelo e santoE’ uno dei soli tre Arcangeli citati nella Bibbia; è citato nel ‘Libro di Tobia’, dove si comporta da guida e protettore del giovane Tobia, e nel Vangelo di Giovanni. Non è riconosciuto dai protestanti e non compare, a differenza degli altri due Arcangeli, nel Corano.Di solito è raffigurato nel suo viaggio di accompagnamento di Tobia o assieme ad altri santi. Rappresenta il Divino che si prende cura dell’umano.
Rocco, santo Nato nel 1345/50 a Montpellier in Francia, da una famiglia benestante, e morto a Voghera intorno al 1379. Alla morte dei suoi genitori diede tutti i suoi averi ai poveri e andò a Roma in pellegrinaggio. Durante il tragitto attraversò luoghi colpiti dalla peste, fermandosi a soccorrere gli ammalati; ecco perché, dopo la morte, avvenuta in carcere perché sospettato d’essere una spia, è stato il santo più invocato per la protezione dalla peste.I suoi simboli distintivi sono: l'abito da pellegrino (bordone, borsa, cappello a falde e conchiglia), la piaga o il bubbone sulla coscia (in quanto contagiato dalla peste) e un cane (secondo la tradizione questi gli portò del pane durante il suo isolamento a causa della malattia); a volte, sul petto, troviamo una croce rossa (come simbolo della sua fede e coerenza evangelica).
Samaritana, donna E’ una donna citata nel Vangelo di Giovanni, con la quale, mentre è intenta ad attingere acqua ad un pozzo, con sorpresa Gesù si ferma a parlare, rivelandogli la sua missione messianica. E’ importante sapere che, a quel tempo, ai giudei era vietato fermarsi a parlare pubblicamente con una donna e che essi consideravano le popolazioni della Samaria, come eretiche ed impure, visto che non riconoscevano il monte Sion, su cui è situato il tempio di Gerusalemme, come l’unico luogo sacro.E’ raffigurata presso un pozzo, come riferito dal testo evangelico, mentre è a colloquio con Gesù.
Sebastiano, santoNato nel 263 ca a Milano (secondo sant’Ambrogio), e morto a Roma nel 304 ca. Divenuto tribuno della prima coorte imperiale, alla scoperta della sua fede cristiana, fu fatto uccidere da Diocleziano; legato ad un palo fu colpito da molte frecce e, successivamente, flagellato a morte.Lo vediamo quasi sempre legato ad un albero, o ad una colonna, e trafitto da frecce (a ricordo del suo martirio); è raffigurato giovane e seminudo.
Tiziano, santoNato nel 555 ca ad Heraclia (antico centro scomparso e dove oggi sorge l’attuale Eraclea) e morto ad Oderzo, di cui fu vescovo per 25 anni, nel 632. Famoso per le sue attività caritatevoli e noto per le sue predicazioni contro l’Arianesimo, religione maggioritaria tra i Longobardi invasori.Dipinto, di solito, con gli abiti e la mitria di vescovo.
Tobia, personaggio del Vecchio Testamento della Bibbia cattolicaPersonaggio a cui è dedicato addirittura un libro della Bibbia cattolica e ortodossa, ma non inserito in quella ebraica e ritenuto apocrifo dai protestanti. Si tratta di un ragazzo, prossimo alle nozze, in esilio a Ninive assieme alla famiglia, che fa un lungo viaggio, per conto del padre, pieno di insidie e accompagnato ed aiutato da una guida che, alla fine, scoprirà essere l’arcangelo Raffaele.Di solito è raffigurato con in mano un pesce (il cui fiele servirà a guarire la cecità del padre, mentre il fegato ed il cuore serviranno a vincere il demonio che insidiava la sua sposa Sara), mentre è in viaggio con Raffaele, assieme ad un cane, come raccontato nel testo biblico.
Venere, dea paganaE’ la dea latina della bellezza, dell’amore e della fecondità (corrispondente alla greca Afrodite) ed è una delle divinità classiche più raffigurate nel campo artistico, rappresentando l’ideale di bellezza femminile per eccellenza.Solitamente è dipinta nuda, mentre mette in mostra tutta la sua bellezza, ed è in compagnia di altre divinità classiche; spesso col figlio Cupido.
Vincenzo, santoNato a Huesca, cittadina dell’Aragona, alle pendici dei Pirenei, verso la fine del 3° secolo e morto a Valencia nel 304, martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano.
Diacono del vescovo di Saragozza, Valerio, e grande predicatore, prima della morte dovette subire atroci torture. Al tempo di Palma era compatrono di Bergamo e della sua diocesi.
E’ raffigurato, solitamente, come un giovane, con addosso la dalmatica, vale a dire la veste liturgica propria del diacono; a volte tiene in mano un libro, oppure è presente una graticola arroventata od una macina da mulino, a ricordo dei suoi supplizi.
Vincenzo Ferrer, santoNato a Valencia nel 1350 e morto a Vannes, in Francia, nel 1419. Appartenente, fin da giovanissimo, all’ordine dei domenicani, fu confessore dell’antipapa avignonese Benedetto XIII ed un predicatore apocalittico.Lo vediamo con la tonaca domenicana (bianca e nera) e con la tonsura; a volte lo troviamo col dito alzato (a motivo della sua predicazione), oppure una fiamma sulla testa o nella mano (per l’ardore con cui predicava), oltre a un libro (ad indicare la Parola di Dio).
Zaccaria, santoFigura biblica, marito di Elisabetta e padre di Giovanni il Battista. Fù un sacerdote ebreo a cui l’Arcangelo Gabriele annunciò la futura nascita del figlio; a causa della sua incredulità, divenne muto fino alla circoncisione del figlio.Solitamente lo vediamo raffigurato come personaggio secondario nell’incontro della moglie Elisabetta con la cugina Maria (Visitazione); oppure con le vesti sacerdotali ebraiche, con in mano una tavoletta e uno stilo (per scrivere il nome da dare al figlio), oppure un libro (come simbolo di cultura e profezia).