Il cantore della bellezza e della Speranza
Giovanni Battista Cavalcaselle, ritenuto uno dei più grandi storici e critici d’arte del 19° secolo, aveva pienamente ragione quando sostenne che, Palma, entrava a pieno diritto, assieme a Giorgione e Tiziano, nella triade di coloro che si sono divisi "l’onore di modernizzare e rigenerare l’arte veneziana”.
Questo sito nasce con il proposito di offrire un quadro non solo il più esaustivo possibile, ma anche il più corretto, della figura del pittore rinascimentale Palma, conosciuto dai più con l’aggiunta impropria di «il Vecchio».
Nessun sito e pochissimi critici odierni fanno emergere, nei loro scritti, il ruolo rilevante esercitato dal maestro all’interno della scuola veneziana; un’attività iniziata nella prima decade del Cinquecento, esplosa nel corso della seconda e consolidatasi nella terza.
Qui comprenderete perché egli sia stato un vero innovatore e come, nelle scelte iconografiche proposte, abbia spesso cercato di distinguersi dal modus operandi degli altri pittori.
L’obiettivo è restituire la giusta rilevanza alla sua altissima levatura artistica, umana e religiosa. Attraverso un’analisi approfondita della sua produzione e il confronto con quella degli altri pittori contemporanei, si intende dimostrare quanto la sua arte sia ricca di contenuti, originale e spesso unica, anche nella capacità di esprimere concetti difficili e profondi, in maniera semplice e comprensibile.
Ognuno di voi sarà comunque sempre messo nella condizione di verificare se, quanto qui si propone, trovi effettivo riscontro nei dipinti del maestro e sia adeguatamente sostenuto dai confronti presentati.


Produzione artistica
La sua arte ha spaziato dalla pittura sacra devozionale a quella di carattere volutamente didascalico; dalla mitologia alla ritrattistica, sia celebrativa sia idealizzante.
In ciascuno di questi ambiti Palma ha raggiunto vette di eccellenza, distinguendosi sempre per originalità.
Nei due generi tipici della scuola veneziana, vale a dire le Sacre Conversazioni destinate alla devozione privata e le cosiddette «Belle», egli si dimostrò un autentico innovatore e, sulla base dei dati oggi disponibili, fu per almeno quindici anni il pittore più richiesto dalla committenza veneziana.
Anche nella pittura sacra non devozionale, dal punto di vista dei contenuti proposti, Palma appare, nel confronto con gli altri maestri rinascimentali, tra gli artisti più originali; grazie a scelte iconografiche spesso uniche, offre infatti maggiori motivi di riflessione e trasmette con particolare efficacia la ricchezza di significato insita negli episodi raffigurati.
Così come è da considerarsi unica, nel panorama rinascimentale, la sua Burrasca infernale, anche nel genere mitologico Palma dimostra una straordinaria capacità innovativa: con la Ninfa di Dresda anticipa di circa vent'anni la celebre Venere di Urbino di Tiziano; allo stesso modo, le sue Ninfe al bagno, oltre a confermare la primazia della pittura sulla scultura, anticipano le numerose variazioni sul tema che caratterizzeranno i decenni e i secoli successivi.


Palma mostrò una particolare predilezione per l'universo femminile, dimostrandosi il cantore della sua bellezza tanto nelle opere sacre quanto in quelle profane; una bellezza concepita non tanto come perfezione estetica, quanto come manifestazione di grazia e forza interiore, oppure di fascino e sensualità.
Attraverso l'abbigliamento dei suoi personaggi egli ha inoltre consegnato ai posteri un prezioso ritratto del gusto e della società del suo tempo.
Infine, in un'epoca segnata da guerre e pestilenze, la sua arte seppe trasmettere serenità e speranza, non perché fosse avulso dalla realtà, ma in forza delle sue profonde convinzioni. Anche sotto questo aspetto, egli rappresenta una voce pressoché unica nel panorama artistico del suo tempo.
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